2D Object Detection: lo stato dell’arte nella visione artificiale

La 2D Object Detection, ovvero il riconoscimento e la localizzazione di oggetti in immagini bidimensionali, è una delle sfide più centrali e affascinanti della Computer Vision. Negli ultimi vent’anni, questo campo ha vissuto una trasformazione radicale: da algoritmi tradizionali basati su descrittori manuali, fino alle più recenti soluzioni guidate dall’Intelligenza Artificiale e dal Deep Learning.

Un recente articolo pubblicato su Mathematics da Emanuele Malagoli (Data Scientist in HPA) e Luca Di Persio (Prof. di Probabilità presso l’Università di Verona e Responsabile scientifico in HPA) offre una panoramica completa sull’evoluzione dei metodi di object detection 2D, classificando le principali tecniche in tre grandi paradigmi:

1. Approcci One-Stage.
Questi modelli, come YOLO (You Only Look Once), effettuano direttamente la predizione delle classi e delle coordinate degli oggetti in un unico passaggio, risultando estremamente rapidi e adatti a scenari real-time.

2. Approcci Two-Stage
Esempio emblematico è la famiglia R-CNN. Questi metodi prevedono una prima fase di proposta delle regioni potenzialmente interessanti, seguita da una seconda fase di classificazione e raffinamento. Sono più accurati, ma tendenzialmente più lenti.

3. Approcci basati su Transformer
L’introduzione dei Transformer, come nel caso di DETR (DEtection TRansformer), ha portato una nuova prospettiva, sfruttando meccanismi di attenzione globale per catturare le relazioni spaziali tra gli oggetti, con performance promettenti anche su dataset complessi.

Oltre l’algoritmo: cosa serve per una object detection efficace
Il lavoro analizza anche aspetti fondamentali per lo sviluppo e la valutazione degli algoritmi di object detection:

  • Loss functions: le funzioni obiettivo che guidano l’apprendimento.
  • Dataset di riferimento: da COCO a PASCAL VOC, risorse essenziali per l’addestramento e il benchmarking.
  • Metriche di valutazione: come la mAP (mean Average Precision), indispensabile per confrontare le performance.
  • Tendenze future: tra cui l’adattamento a scenari 3D, la detection in ambienti complessi o dinamici, e l’efficienza computazionale per l’uso su dispositivi edge.

Perché è rilevante per HPA
Le tecniche di object detection 2D rappresentano il cuore di numerose applicazioni in ambito industriale, smart manufacturing, sicurezza, robotica e monitoraggio ambientale e sono alla base di alcune soluzioni IA offerte da HPA quali Hawk Waste e Hawk Safety. Comprendere la traiettoria evolutiva di queste soluzioni è uno step fondamentale per sviluppare sistemi intelligenti sempre più affidabili e performanti, e integrare efficacemente l’AI nei flussi produttivi reali.

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